Terrificante spot dell’IKEA

Accendo la TV ieri sera e resto inorridito da questo spot dell’IKEA.

Un filmato semplice che all’inizio può far sembrare le mie prime impressioni esagerate: un papà che prepara la cena e attende l’arrivo della figlia e della moglie, ma quando suona la porta la bambina entra e drammaticamente si siede a tavola con il papà lasciando la mamma fuori dalla porta.

Una scena certamente comune in molte situazioni famigliari odierne di genitori separati o divorziati, ma permettetemi alcuni piccoli rilievi che mi hanno permesso di definire questo spot “terrificante”.

  1. La pubblicità rileva palesemente come stanno andando le cose oggi… la famiglia disgregata e l’operazione anti-famiglia messa in atto da chi ci governa, da chi ha tirato i fili del teatrino fino ad oggi (e non ha smesso), da chi intende distruggere il concetto cristiano e naturale di “famiglia”;
  2. Brutto, ma veramente brutto che un’azienda come IKEA faccia della tragedia famigliare un’occasione per vendere i propri prodotti e, attraverso immagini di “mesta serenità” (scusate il paradosso ma è evidente dagli sguardi che i due si danno quando la figlia grida “papà”) sotto sotto ci dica che tutto sommato le cose stanno così e dobbiamo rasserenarci e prenderle come viene semplicemente nell’ottica di “cambiare vita” e “ricominciare da capo”;
  3. Bello (si fa per dire) che questa pubblicità faccia la sua apparizione proprio in occasione della festa cristiana di S. Giuseppe, ovvero la “tradizionale festa del papà”.

Non faccio torto all’IKEA perché siamo veramente alla frutta o forse al caffè, ma credo che come cristiani non si debba “calar le brache” ma riempirsi di santa ira davanti a queste cose e ribadire che ci sono, sono sbagliate e sono una sofferenza per tutti: mamme, papà e soprattutto i bambini! Non sono una “nuova possibilità di vita” ma sono la distruzione della famiglia e se purtroppo ci sono devono essere trattate con rispetto e non trasformate dalla pubblicità in una nuova versione della “famiglia Barilla” dove tutti sono felici e contenti, ma  poi nella realtà abbiamo solo tristezze e angosce.