Ministero Petrino con un po’ di nostalgia

di michaelmalakh

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Riporto per intero un articolo comparso su un sito di informazione religiosa e in seguito una mia piccola considerazione.

Lasciatemelo dire francamente: senza nulla togliere a Papa Francesco, non c’è dubbio che la nostalgia di Benedetto oggi si è fatta sentire tanto tanto. Papa Francesco mi appariva intimorito, quasi bloccato dalla immensità del compito che la folla e le personalità oggi a San Pietro oggettivamente gli manifestavano. Anche nel giro della piazza si rifugiava nei gesti consueti e affettuosi a cui è abituato: bravissimo nei contatti personali, non riesce ancora ad entrare pienamente in sintonia con la folla, nel ruolo di Successore di Pietro, Papa di Roma e della Chiesa universale, e a reagire alle masse che inneggiano: “W il Papa”. Quasi arrosisce.

Mi ha poi sorpreso non poco anche oggi: ha ricordato giustamente nell’omelia che il vescovo di Roma deve servire e ha detto: “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce“, ha fatto tornare le parole servizio servire per ben 5 volte, ma non ha colto l’occasione per menzionare il più bel titolo del Sommo Pontefice: “Servo dei Servi di Dio“, titolo antico quanto Gregorio Magno eppure assolutamente contemporaneo. Ha usato solo una volta la parola “Papa”, mai Pontefice. Non credo che sia umiltà o modestia, è piuttosto consapevolezza schiacciante del peso del ministero che gli si apre innanzi, e quasi quasi non vuole nominarlo.

Secondo il mio parere – che condivido con Magister – Papa Francesco sarà piano piano plasmato dall’Ufficio che ha assunto (e sicuramente l’ha assunto suo malgrado). Ratzinger, quando divenne Papa, era già pronto, non aveva bisogno di abituarsi alle folle o alla Curia romana, ai cerimoniali e ai cerimonieri, e per questo poteva fin da subito tracciare con forza, fin dalle prime omelie, il suo progetto pastorale e le sue priorità per la Chiesa, affermando: “pregate perché non fugga davanti ai lupi!”.
L’omelia di Papa Benedetto per l’inizio del suo Ministero Petrino fu costellata non a caso da 35 applausi. Sembrava a momenti che non riuscisse più ad andare avanti. Certo venivamo da un clima “alla Giovanni Paolo II”, dove tutto ciò che circondava il Papa era entusiasmo Dopo la morte del grande pastore polacco e lo smarrimento dei fedeli, avere un nuovo Pastore fu come riemergere dalla notte.
Papa Francesco si pone invece molto più timidamente di Benedetto nei confronti dello stesso Ufficio, anche quando dice cose forti e chiare. Pare quasi abbia timore di sollecitare l’applauso (ne abbiamo sentiti appena 8) o di muovere le mani all’assemblea per farla gioire (Mons. Marini ha dovuto perfino richiamare l’attenzione del Papa sugli astanti al termine della celebrazione). Credo che ancora non riesca a distinguere la sua persona dall’ufficio petrino che ormai la possiede, l’onore dato a Bergoglio e quello che è invece destinato a Papa Francesco. Per questo – sempre a mio parere – tende a rifiutare certi simboli: perché nella sua mentalità tipicamente gesuitica, sono onori che non vanno cercati, anzi rifuggiti. Ma di certo sant’Ignazio non si immaginava un suo figlio elevato al Pontificato! Ci vorrà un po’, ma piano piano anche Francesco capirà che al popolo interessa il Papa e il Papa vogliono salutare, ascoltare e riverire, non la persona che ne porta “pro tempore” la carica.
I portatori dell’Ufficio passano, il Ministero di Pietro rimane essenziale e stabile per la Chiesa.

(Testo preso da: Messe di inaugurazione del Ministero Petrino… con un po’ di nostalgia http://www.cantualeantonianum.com/2013/03/messe-di-inaugurazione-del-ministero.html#ixzz2O4kPen2A
http://www.cantualeantonianum.com)

Confesso che guardando la celebrazione mi sono detto: – cavolo, va bene la sobrietà ma qualche paramento un po’ più solenne, senza scadere nell’eccesso, potevi sceglierlo! Tuttavia condivido l’opinione dell’articolista: è un gesuita e ha come sua prerogativa quella di fuggire dagli onori. Credo che siamo chiamati a rispettare questa sua scelta così come dovevamo rispettare il valore simbolico dei segni con i quali aveva deciso di fregiarsi Papa Benedetto XVI (che aveva le sue buone ragioni e ne sono convinto). Sicuramente però va tolto dallo scaffale del “pauperismo” nel quale lo hanno collocato in questi giorni perché le sue scelte di sobrietà non corrispondo certamente a questo. Bergoglio è un uomo umile, arriva da un Paese povero e ha delle abitudini che non sono le nostre e quindi leggerlo in chiave “pauperista” è solamente un errore e corrisponde a forme di ideologiche di pensiero.

Mi ha messo un po’ di piacevole tristezza dover condividere da spettatore queste scelte, ma tristezza per lui  e per le rinunce che fa, non per le scelte stesse! Ogni Papa qualunque scelta faccia avrà sempre degli oppositori. Sta a noi valorizzare le sue parole e non le scarpe che porta o quale anello piscatorio ha deciso di usare. L’unica cosa che non condivido dell’articolo è la considerazione della sua timidezza o i riferimenti alla sua personalità o pensieri… credo che nessuno di noi sia nella testa del Papa per poter affermare certe cose. A me non è sembrato un Papa timido ma tutt’altro! Non mi è parso neanche che abbia cercato di sminuire il peso e la portata del papato, anzi con molta umiltà sta cercando di ricollocarlo ad un gradino giù dal trono per rimetterlo in relazione alla Chiesa Universale e non ad una monarchia assoluta del Sommo Pontefice. In aggiunta vorrei esprimere il mio dissenso sull’affermazione che vuole evidenziare che il Papa si è dimenticato del termine “Servo dei servi”, non ha forse parlato di servizio del Pontefice? A Papa Francesco, lo si nota, non piacciono i titoli ma i concetti li esprime ugualmente in maniera forte. Forse non si è notato che accanto a lui sedevano i “potenti del mondo”… affermare che il vero potere è servire mi è sembrata una pugnalata diritta al cuore di ognuno di loro (ovviamente è un mio parere) e se non è coraggio questo che cos’è?

 Concludo e aggiungo questa considerazione: certa gente sta pensando a chissà che cosa ma resterà delusa… il Papa, non solo questo Papa ma il Papa in generale, non darà mai spazio a cedimenti sui principi non negoziabili. Quindi tutte le belle disquisizioni circa i matrimoni gay, il preservativo, l’aborto e il sacerdozio alle donne torneranno da dove sono venuti: Papa Francesco è il Papa e non andrà mai contro il Vangelo.